Mastoplastica additiva e allattamento

Mastoplastica additiva e allattamentoÈ possibile allattare dopo un intervento di mastoplastica additiva? È questa una delle domande più frequenti che le pazienti che scelgono di ristrutturare o rivedere il proprio seno pongono ai chirurghi.

E, sebbene la risposta sia sostanzialmente positiva, non mancano le complicazioni in capo alle neo mamme, che lamentano difficoltà nell’adempiere a una delle funzioni più importanti della propria esistenza.

Ma andiamo con ordine. L’intervento chirurgico al seno non influenza – di norma – la capacità di allattare, poiché non influenza il collegamento tra la ghiandola mammaria e i dotti galattofori. Eppure, nonostante tale rassicurazione standard, una recente ricerca scientifica condotta dal team dell’American Society of Plastic Surgeons rivelerebbe che molte donne che si sono sottoposte a impianti di protesi al seno lamenterebbero difficoltà nell’allattamento.

In particolare, il team di studiosi ha monitorato i comportamenti di 160 donne sottopostesi a interventi di mastoplastica, sottolineando come – tuttavia – le difficoltà nell’allattamento non sarebbero riconducibili a problemi oggettivi, quanto a difficoltà psicologiche. In altri termini, le donne riterrebbero che l’allattamento sia in grado di comportare un danno estetico per il proprio seno e, per tale motivo, hanno maggiori difficoltà nell’espletare correttamente tale funzione.

Un’idea che tuttavia – rassicurano dalla American Society of Plastic Surgeons – è completamente sbagliata, poiché l’allattamento non peggiora in alcun modo l’aspetto estetico del seno ma, anzi, offre dei vantaggi molto significativi sia alla mamma che al neonato.

Ad ogni modo, è difficile poter sminuire le preoccupazioni delle donne neomamme, e recentemente sottopostesi a interventi di mastoplastica additiva: si tratta infatti di pazienti che hanno speso tempo e denaro per l’aspetto del proprio seno, e che temono che una pratica essenziale come l’allattamento possa pregiudicare la propria estetica.

Una preoccupazione che può essere quindi smentita, riconducendo eventuali rilassamenti delle mammelle allo stato di gravidanza, e non a quello esplicito dell’allattamento.